Cosa fare per mantenere il titolo d’avvocato

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Cosa fare per mantenere il titolo d’avvocato

Il Ministero della Giustizia ha messo a punto lo schema di regolamento sull’accertamento delle condizioni per l’esercizio della professione di avvocato, il quale prevede verifiche triennali sul possesso contemporaneo di otto requisiti.
Lo schema di Decreto Ministeriale trasmesso al Consiglio Nazionale Forense, che dà attuazione all’articolo 21 del nuovo statuto dell’avvocatura, prevede diverse scadenze a cui i Consigli dell’Ordine dovranno uniformarsi. Ogni tre anni spetterà agli stessi procedere con verifiche relative alla conservazione dei requisiti per l’esercizio della professione.
Il primo controllo, secondo quanto stabilito, non potrà avvenire precedentemente ai 5 anni della prima iscrizione all’Albo, così da “consentire ai giovani avvocati di inserirsi nell’attività professionale”.

Di seguito i criteri che gli avvocati dovranno rispettare:

-essere dotati di partita Iva, utenza telefonica e account di posta elettronica certificata;
-essere dotati di locali adibiti a uso studio;
-aver stipulato la polizza professionale;
-assolvere all’obbligo di aggiornamento professionale;
-aver trattato almeno «cinque affari in un anno» compresi eventuali incarichi di natura stragiudiziale;
-essere in regola con contributi annuali al Consiglio dell’Ordine e Cassa di previdenza forense.

Nell’eventuale procedimento disciplinare, scaturente dal mancato rispetto degli obblighi, è garantito il contraddittorio, che deve precedere l’assunzione della delibera di cancellazione dall’albo. La partecipazione dell’interessato fa in modo che i suoi diritti possano essere tutelati.
Laddove sussista la mancanza del requisito del numero minimo di cinque affari per anno, la reinscrizione può aver luogo non prima che siano decorsi dodici mesi dal momento in cui la delibera di cancellazione è divenuta esecutiva.