Ecco la nuova legge elettorale

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Ecco la nuova legge elettorale

L’Italicum, la nuova legge elettorale che dall’anno prossimo sancirà i vincitori delle elezioni e la composizione dei futuri parlamenti, è adesso una realtà. Con il voto di fiducia alla Camera che il Governo è riuscito a ottenere lunedì scorso, non senza polemiche e defezioni anche interne, viene definitivamente archiviato il precedente sistema elettorale, la legge Calderoli, il cosiddetto “porcellum”, in vigore da fine 2005 e dichiarato incostituzionale e parzialmente annullato dalla Corte Costituzionale dal 16 gennaio 2014. Oltre alle immancabili ricadute politiche che il percorso di approvazione della nuova legge ha comportato, dall’uscita delle opposizioni dall’aula al momento della votazione alla negazione della fiducia di un non irrilevante drappello di deputati di maggioranza, è bene cominciare a sviscerare le principali peculiarità dell’Italicum.

In primis, novità assoluta nella storia della Repubblica Italiana, la legge verrà applicata soltanto alla Camera dei Deputati, non al Senato, che, stante le intenzioni del legislatore, verrà composto da 100 eletti scelti dai Consigli Regionali. Il completamento di questo iter rende necessario che l’Italicum entri in vigore soltanto dal 1° luglio 2016, per evitare che, in caso di elezioni anticipate, per il Senato si debba votare con il precedente sistema, “epurato” dalle modifiche della Corte Costituzionale.

La nuova legge, quindi, sarà valida solo per eleggere i deputati. I seggi verranno attribuiti con il sistema proporzionale, con il quale il partito che dovesse ottenere almeno il 40% delle preferenze avrebbe diritto a un premio di maggioranza, pari a 340 seggi. Viceversa è previsto un ballottaggio tra i due partiti maggiormente suffragati, il cui vincitore avrà diritto ai 340 seggi. È bene sottolineare che non sono previsti apparentamenti elettorali tra le liste in fase di ballottaggio.

La soglia di sbarramento, criterio minimo di preferenze ottenute per poter avere propri rappresentanti di lista in Parlamento, è stata fissata al 3% dei voti.

Le altre novità riguardano direttamente le scelte che i cittadini effettueranno in cabina elettorale. L’Italicum prevede che vada apportato un segno di preferenza sul simbolo della lista, accanto al quale verranno inseriti il nome e cognome del capolista e due righe vuote, dove sarà possibile scrivere liberamente due nomi e cognomi dei candidati nella lista scelta. In pratica ogni cittadino potrà esprimere fino a un massimo di tre preferenze, una vincolata al voto per la lista, le altre due scelte personalmente. Soltanto il primo partito, pertanto, avrà in larga misura eletti in Parlamento con le preferenze, tra gli altri partiti i nomi saranno prevalentemente quelli “bloccati”, scelti con le primarie o direttamente dalle segreterie.

Delle due preferenze libere indicate una dovrà essere necessariamente per una donna e l’altra per un uomo. Tale criterio rientra nelle cosiddette “quote di genere”, che prevedono che i capolista dello stesso sesso non possano essere più del 60% per ogni circoscrizione.

Ogni capolista potrà presentarsi in non più di 10 collegi elettorali, mentre nessun candidato potrà presentarsi in più collegi, anche se di altra circoscrizione. I collegi complessivamente sono 100 per 20 circoscrizioni. Ogni partito potrà presentarsi con delle mini-liste di massimo sei candidati per collegio.

Nessun cambiamento è previsto per i 12 seggi da assegnare nella circoscrizione Estero, che verranno scelti dai concittadini fuori sede per almeno tre mesi per motivi di studio, lavoro e salute.