Via libera al decreto sulle depenalizzazioni

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Via libera al decreto sulle depenalizzazioni

Numerosi reati sono stati depenalizzati e derubricati. Venerdì 15 gennaio 2016, il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato due decreti legislativi finalizzati a trasformare una serie di reati in illeciti amministrativi, con sanzione pecuniaria, immediatamente eseguibile.

Tra i reati depenalizzati vi sono:

– mancato rispetto dell’autorizzazione alla coltivazione di stupefacenti per uso terapeutico;

– tutti i reati non contenuti nel codice penale puniti con la sola pena pecuniaria (multa o ammenda);

– atti osceni;

– pubblicazioni e spettacoli osceni;

– rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto;

– abuso della credulità popolare;

– rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive;

– atti contrari alla pubblica decenza;

– guida senza patente;

– noleggio di materiale coperto da copyright;

– installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante;

– omesso versamento di ritenute previdenziali entro la somma di € 10000.

Il profilo penale persiste solo nei casi di contestazione di aggravanti. La sanzione amministrativa varierà da un minimo di 5mila euro ad un massimo di 30mila, a seconda della norma violata. La depenalizzazione non è l’unica novità approvata. Diversi reati, infatti, diventano illeciti civili. Si tratta di quelli di ingiuria, falsità in scrittura privata ed altri reati in materia di scritture private, appropriazione di cose smarrite, furto da parte di un comproprietario e danneggiamento semplice.

Cambia, quindi, l’iter per la persona offesa che non dovrà più sporgere querela, ma chiedere al giudice civile, tribunale o giudice di pace, il risarcimento del danno. Al giudice spetterà il compito di punire il colpevole con una sanzione pecuniaria da 100 a 8000 euro per i reati di ingiuria, furto di un comproprietario, danneggiamento, appropriazione di cose smarrite. Le cifre oscillano dai 200 a 12000 euro per i reati in materia di falsità in scritture private. Restano, invece, del tutto esclusi dal provvedimento il reato di immigrazione clandestina, che sarà inserito in un pacchetto più ampio, e altre fattispecie in materia di ambiente, territorio e paesaggio, alimenti e bevande, salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi ed esplosivi, finanziamento ai partiti, proprietà intellettuale e industriale.