Un PCT al sicuro dagli attacchi informatici

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Un PCT al sicuro dagli attacchi informatici

Il livello di allerta è alto ormai da tempo, ma non è mai troppo tardi per trovare nuove soluzioni in nome della sicurezza informatica. Con questa ottica, la recente misura disposta dal Ministero della Giustizia può essere valutata come un incoraggiante passo in avanti verso la tutela di dati e informazioni sensibili. Nel dettaglio, si tratta dell’istituzione di un’apposita unità di crisi, con il compito di controllare che non avvenga alcun tipo di attacco per quanto concerne il Processo Civile Telematico.

In via Arenula hanno precisato che i recenti allarmi dovuti all’attacco del ramsonware Wannacrynon hanno avuto nessuna ripercussione per i sistemi applicativi inerenti il procedimento, ma, ad ogni modo, il Ministero ha precisato che questa soluzione sarà utile per prevenire eventuali rischi futuri, oltre a proseguire nella strada di informatizzazione e digitalizzazione della professione legale.

Lo stesso Ministero, infatti, si è accreditato come organismo intermedio “per l’impulso, l’attuazione, il controllo e la rendicontazione dei progetti finanziati dall’UE”, e, pertanto, è riuscito ad avere accesso anche a fondi e risorse per la giustizia digitale, estendendo il PCT a tutte le cause civili. Il programma di digitalizzazione, la cui causa è sposata in pieno da Legos, comprende nuove forniture ai magistrati di dispositivi con i migliori sistemi operativi, protetti, aggiornati e con antivirus adeguati, oltre alla più generica ricerca della sicurezza con l’installazione di nuove apparecchiature server e storage. A questo si aggiunge anche il monitoraggio continuo della Posta Elettronica Certificata e dei depositi telematici.

Nota dolente, quella dei servizi pec, nonché concausa dei primi allarmi che hanno, di fatto, scosso il Ministero della Giustizia e l’hanno spinto ad attuare operazioni molto più robuste rispetto al passato. Basti pensare, infatti, alla duplice violazione della rete informatica del Ministero stesso e del Tribunale di Udine nel corso del 2015, vero campanello d’allarme.

La recenti misure attuate, tuttavia, sembrano andare nella direzione corretta e potranno anche essere nuovo volano di promozione di una strategia di sicurezza, integrità e difesa del PCT e delle professioni legali in genere, per la quale il nostro Paese deve ancora recuperare un po’ di terreno.