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PROCESSO CIVILE TELEMATICO: quello che c’è da sapere in breve

L’art. 16 bis, comma 1, d.l.179/12, convertito in legge n.221/2102, prevede il deposito degli atti processuali, dei documenti da parte degli atti endoprocessuali, esclusivamente con modalità telematiche.

Tale disposizione ha avuto luogo a partire dal 30 giugno 2014 per i processi civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione.

A partire dal 30 giugno 2014, quindi, le cancellerie nei procedimenti di nuova instaurazione, non potevano più ricevere il deposito in forma cartacea degli atti endoprocessuali di parte, salve le eccezioni di cui ai commi 8 e 9 art.16 bis d.l. 179/12 cit.
Occorre, pertanto, specificare che per i procedimenti instaurati prima del 30 giugno 2014, fino al prossimo 30 dicembre 2014, si potrà scegliere se depositare atti e documenti in forma cartacea o mediante invio telematico.

Per quel che concerne il procedimento monitorio, invece, il deposito degli atti di parte e dei documenti ha luogo esclusivamente con modalità telematiche, sia per i procedimenti di nuova iscrizione che per quelli risultanti pendenti a partire dal 30 giugno 2014.

Infine, dal 31 dicembre 2014, anche nei procedimenti già pendenti, sarà consentito il deposito di atti endoprocessuali esclusivamente mediante invio telematico.

Ad oggi i dati sui processi civili telematici, secondo quanto dichiarato il 17 settembre 2014 dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, “sono assai incoraggianti”.

In particolare il Guardasigilli ha evidenziato che nel mese di luglio i tempi di deposito dei ricorsi per decreto ingiuntivo telematico, misurati dalla data di iscrizione al ruolo, si sono ridotti mediamente del 62%.