Gratuito patrocinio, la novità per gli avvocati nella Legge di Stabilità

Nuova proposta di legge: equo compenso per gli avvocati
11 febbraio 2016
Avvocati: approvata la libertà di pubblicità on line
15 febbraio 2016
Guarda tutto

Gratuito patrocinio, la novità per gli avvocati nella Legge di Stabilità

La Legge di Stabilità 2016 sembra voler andare incontro alle esigenze professionali degli Studi Legali. È quanto emergerebbe dall’emanazione di un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in accordo con il Ministero della Giustizia, che prevede nuove indicazioni in merito ai “criteri e alle modalità di attuazione della compensazione degli avvocati” per il Gratuito patrocinio. Si tratta di una norma che il MEF attuerebbe al fine di alleggerire le posizioni di molti legali, che avanzano debiti e crediti al tempo stesso con la pubblica amministrazione, seppur in modalità e con origini differenti.

Lo strumento di “mediazione” sarebbero i pagamenti per il Gratuito patrocinio, un servizio istituito per dare la possibilità anche ai non abbienti di ricevere la difesa da parte di un avvocato, il cui compenso è a carico dello Stato. Una procedura volta a non discriminare le fasce più povere e a garantire assistenza legale a tutti, che, tuttavia, non di rado cade sulle spalle proprio degli avvocati, costretti a ben poco esigue attese per i ritardi di pagamento. Poiché, in svariate situazione, tali crediti vanno a inficiare le risorse economiche di molti legali e studi (prevalentemente di non primissima fascia e fama, o alle prime armi), una sostanziosa fetta di essi non riesce a far fronte a tasse, imposte e contributi previdenziali di categoria.

Per ovviare a questo circolo vizioso, la Legge di Stabilità propone semplicemente di compensare gli importi creditizi per il Gratuito patrocinio con i debiti. Tale compensazione, tuttavia, relativamente all’anno 2016 dovrebbe rientrare in un limite di spesa pari a 10 milioni di euro complessivi per l’intera categoria, corrispondenti circa all’importo versato dallo Stato negli ultimi anni per sostenere le spese del Gratuito patrocinio. Pertanto, non tutti gli avvocati potrebbero rientrare nel beneficio della suddetta compensazione. Ad ogni modo, verrà ammessa la quota parziale entro un limite massimo pari all’ammontare dei crediti stessi, aumentato dell’IVA e del contributo previdenziale per gli avvocati. Per la precisione, i crediti da Gratuito patrocinio potranno essere equilibrati dalle spese derivanti da ogni imposta e tassa, compresa l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e dal pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti.

Ad oggi, non è ancora chiaro, invece, il limite di spesa imposto che dovrebbe comportare l’esclusione o meno di alcuni avvocati dal beneficio di compensazione. Questa e altre precisazioni dovrebbero giungere dalle disposizioni del MEF e dal dicastero del Guardasigilli.