Fondi europei per gli avvocati e i professionisti, alcune importanti precisazioni

Fondi europei per gli avvocati e i professionisti, alcune importanti precisazioni

Fondi europei per gli avvocati e i professionisti, alcune importanti precisazioni

Lo scorso 20 novembre il Senato ha approvato l’adeguamento anche dell’Italia alle indicazioni dell’Unione Europea in materia di accesso ai fondi strutturali 2014-2020. Più precisamente, si tratta di uno degli emendamenti della Legge di Stabilità, che, in materia di finanziamenti attraverso i Bandi Europei, prevede l’equiparazione alle PMI per i professionisti, dagli avvocati ai commercialisti, così come per i freelance e i possessori di Partita IVA. Non sarà più necessario doversi iscrivere al Registro delle Imprese per partecipare ai bandi e accedere ai fondi, bisognerà “solamente” rispettare alcuni parametri, peraltro già applicati in altri Paesi dell’Unione.

Tuttavia, occorre precisare che l’equiparazione tra professionisti e PMI non è di natura esclusivamente formale, ma anche sostanziale. L’accesso ai bandi, infatti, spetterà a chi garantirà alti gradi di competitività, oltre che di innovazione e di strutturazione, tali da avere punteggi più favorevoli e rientrare nelle posizioni vincitrici. Di conseguenza, ci si può aspettare che non siano molte le realtà che rispettano questi vincoli, soprattutto se si restringe il campo alla pratica legale, dal momento che sono tantissimi gli avvocati che lavorano individualmente, o con uno o pochi collaboratori. Molto più vicini al modello strutturale delle PMI, invece, sembrerebbero gli studi associati, siano essi composti da soli avvocati, oppure costituiti da professionisti di diversi settori, anche non necessariamente iscritti a un albo. Probabilmente, anche per questo motivo negli ultimi tre anni (nei mesi scorsi principalmente) sono state incentivate e promosse diverse modalità di istituzione delle società tra professionisti, quali soggetti organizzati e uniti anche da un vincolo giuridico, escludendo coloro che dividono solo l’immobile e le utenze.

In conclusione, al momento sembrano essere poche le realtà, i professionisti e gli avvocati in particolare, che potranno concorrere con le spalle larghe ai bandi europei per accedere ai finanziamenti.

Non si esclude che in un prossimo futuro possano essere effettuati interventi per facilitare i singoli professionisti.

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