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Divorzio breve: boom di richieste

Boom di richieste per il divorzio breve, il cui disegno di legge è stato approvato poco più di un mese fa. Fioccano richieste in tutta Italia, a partire dal primissimo caso di Roma quando, il 5 gennaio 2015, il pubblico ministero ha applicato, per la prima volta in assoluto, la riforma sulla degiurisdizionalizzazione delle procedure di separazione e divorzio. Solo quattro giorni per rispondere alla richiesta depositata il 29 dicembre 2014, in base a quanto previsto dalla mini riforma del diritto civile contenuta nella legge n. 162/2014, entrata in vigore lo scorso novembre.

Chi decide di separarsi può, quindi, stilare una convenzione privata con l’assistenza dei rispettivi legali: le coppie che non hanno figli, e senza patrimoni da dividere, possono sciogliere la propria unione attraverso la compilazione di un modulo e la successiva registrazione da parte del comune di residenza dell’avvenuto scioglimento. Tale procedimento va, pertanto, ad affiancarsi alla via tradizionale dell’omologa della separazione consensuale avanti il Tribunale.

L’accordo in questione viene inoltrato all’ufficio del PM competente che rilascia un nulla osta in caso di coppia senza figli o una vera e propria autorizzazione in caso di figli da tutelare.  I tempi, ad ogni modo più brevi rispetto a quelli dell’omologa via innanzi al Tribunale, saranno stabiliti dagli uffici territoriali del pubblico ministero.