Arriva JurisWiki, la piattaforma open per le sentenze online

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Arriva JurisWiki, la piattaforma open per le sentenze online

L’idea sembra essere semplice e lineare, anche se, come sempre, dubbi e mugugni si sono già fatti sentire. Ma di sicuro è molto ben vista dal target cui si sono riferiti i suoi ideatori. Stiamo parlando di JurisWiki, la piattaforma open source dove, con un semplice clic, è possibile trovare sentenze, ordinanze e i decreti delle corti italiane già inseriti online, ma con un accesso più facile e immediato. È questa la mission che ha spinto in primis Simone Aliprandi, giovane avvocato avvezzo ai social e alla creative commons, a mettere a disposizione di toghe, ausiliari e semplici cittadini il più grande archivio sul web riguardante la legislatura italiana e la professione forense. Numeri alla mano, i riscontri in meno di due mesi sembrano essere decisamente positivi. Dal 21 aprile scorso, data dell’esordio online, sono stati ben 612.201 i documenti inseriti, tra cui 417.774 provvedimenti della Corte di Cassazione, 175.190 del Consiglio di Stato e 19.237 della Corte Costituzionale. Un sistema ordinato e classificato, in cui effettuare la ricerca richiede l’uso di semplicissimi filtri senza perdersi nei meandri del web, ma con la certezza di avere quasi tutto a disposizione. Con il vantaggio, inoltre, di essere un open source, quindi di poter essere continuamente integrato e aggiornato anche dagli utenti stessi, ricevendo anche in tempo reale le segnalazioni delle ultime novità. Oltre, ovviamente, a essere totalmente gratuito. Proprio questo aspetto può non essere visto di buon occhio da alcune case editrici del settore, storiche fornitrici di testi, manuali, cd, dvd, quasi sempre integrati con commenti e approfondimenti di luminari e giuristi di rilievo. Tuttavia è bene sottolineare che alla base del progetto di JurisWiki c’è la diffusione e l’accessibilità dei documenti, attraverso un meccanismo di interazione “social” con il portale ormai molto diffuso in qualsiasi altro ambito. Altro aspetto su cui possono vertere le riflessioni riguarda la privacy, ambito molto delicato se rapportato alle autorizzazioni e alla libera comparsa di nomi e riferimenti. Eppure due personalità di spicco dell’antitrust sembrano non porre barriere a JurisWiki. Francesco Pizzetti, già garante della privacy, ha spigato la sua posizione in modo chiaro. “Se la sentenza è condivisa su un giornale online, per fare informazione, vale solo il diritto all’oblio: ovvero quando, in termini di bilanciamento, la pubblicazione ha un effetto molto dannoso per la persona ed è di scarso interesse per l’opinione pubblica, va deindicizzata, cioè non deve essere più accessibile attraverso i motori di ricerca generalisti”. Diverso, sempre per Pizzetti, il discorso JurisWiki, che ha finalità tecnico-giuridiche e, di conseguenza, richiede soltanto l’eliminazione delle parti in causa, quindi dei nomi, ma non della situazione in sé, che è riportata in termini scientifici, ovvero di diritto. Dello stesso avviso il suo successore e attuale garante Antonello Soro, che, nella relazione annuale, si è espresso a favore di una “massima conoscenza del patrimonio giuridico contenuto nelle sentenze rendendole pubbliche il più possibile, ma oscurando i nomi presenti. Si tratterebbe di una soluzione tanto più rilevante in un contesto, quale quello attuale, di progressiva telematizzazione del processo”.